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Discussione: Contrarian

          
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  1. #1
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    MF CONTRARIAN: quella spinta ipocrita sulla rottamazione

    MILANO (MF-DJ)--Inutile aggrapparsi agli eufemismi, la rottamazione e' un aiuto di stato. La si puo' condire con quanti ragionamenti si vuole (a partire dalla necessita' di rinnovare il parco macchine con nuove autovetture meno inquinanti), ma la sostanza cambia poco. Il meccanismo e' questo: un settore industriale, piu' o meno in crisi, ottiene un vantaggio fiscale (che ha un costo per la collettivita') e quindi puo' incrementare le vendite indirizzando verso i suoi prodotti una parte non marginale delle risorse destinate ai consumi. Cio' significa che, in presenza di incentivi del genere, gli altri settori economici vengono puniti due volte: la prima perche' non godono anche loro di analogo vantaggio; la seconda perche' se i consumatori hanno gia' dirottato parte delle proprie risorse su un prodotto, ne hanno meno per comprarne altri. Ragionamento banale ma concreto, che dovrebbe indurci a plaudire la maggioranza parlamentare che, spinta dai verdi, ha bocciato la proroga al 2008 della rottamazione auto e ha poi gettato nel cestino anche le altre ipotesi di incentivi su frigoriferi e lavatrici. Tutto bene, se non fosse che c'e' in giro un po' troppa ipocrisia. Perche' una corretta impostazione liberista (meglio sarebbe tornare all'aggettivo liberale) dovrebbe portare la maggioranza a concludere che se non si puo' chiedere allo stato di sostenere il costo della riconversione di un settore industriale, non si puo' nemmeno chiedere alle aziende di quel settore di pagare loro il conto della pace sociale. La Fiat, tanto per essere espliciti, continua a mantenere 5 mila dipendenti a Pomigliano d'Arco con tassi di assenteismo e conflittualita' decisamente alti. Ora sta per avviare un piano di ristrutturazione degli impianti che non si sa come prenderanno i sindacati, ma non prevede di tagliare gli organici. In altre nazioni piu' liberiste (o liberali), avrebbe chiuso gli stabilimenti da tanto tempo, e chi s'e' visto s'e' visto. Ora, il verde Pecoraro Scanio puo' far finta di non conoscere il problema, ma Bersani no. E infatti il ministro dello sviluppo alla rottamazione non intende rinunciare. Il tema, c'e' da giurarci, tornera' sul tappeto. Solo che c'e' da augurarsi che alla fine il recupero della rottamazione non valga solo per l'auto: la soluzione sarebbe meno ipocrita, ma un po' piu' ingiusta. MF - Mercati Finanziari

  2. #2
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    tolo: MF CONTRARIAN: e' una vera ripresa? Segnali contrastanti in cerca di equilibrio
    Ora: 17/10/2013 08:04
    Testo:
    MILANO (MF-DJ)--C'e' finalmente la ripresa, dicono i politici (come se
    fosse merito loro). Non facciamola sparire con una nuova crisi di governo,
    dicono i ministri in carica. C'e' ripresa, ma e' debole e fragile,
    l'Italia faccia le riforme, dice la Bce, sperando che ascoltino ministri e
    politici.

    Non vediamo ripresa, dicono i produttori dell'automobile europei,
    guardando ai dati delle vendite. Siamo ancora in una grave crisi, dicono
    all'Italcementi, che vede i cementifici italiani girare al 30% della
    capacita'. Come si vede, ognuno ha il suo punto di vista. Alcuni settori,
    in cui il calo delle scorte aveva toccato il fondo, sono rimbalzati, cosa
    che non accade per le auto e il cemento. Per chi deve fare investimenti
    industriali, orientarsi non e' facile. Il mercato finanziario e'
    rimbalzato, ma purtroppo la Borsa Italiana e' sottile: bastano pochi
    flussi incrementali dall'estero per fare un +10%. Ben venga il rialzo, ma
    a inizio novembre arriveranno le trimestrali e si capira' meglio se ci
    sono anche aumenti di utili, fatturati e consumi. Per ora la sensazione e'
    che in Italia gli attivi reali e beni di investimento continuino a perdere
    valore. Non solo i cementifici, di cui importa a pochi (gli azionisti) se
    funzionano solo al 30%. Ma calano anche i prezzi del cemento e non a caso
    si taglia l'offerta per compensare il crollo della domanda. Calano ancora
    i prezzi delle case e nelle grandi citta' non c'e' condominio che non
    esponga cartelli vendesi. Le banche devono continuare a chiudere sportelli
    e vendere (se ci riescono) cespiti ricevuti in garanzia su prestiti in
    sofferenza; sofferenze bancarie che crescono a ritmo minore del passato,
    ma pur sempre crescono in valore assoluto. Tutto questo (egli esempi
    potrebbero continuare) difficilmente porta un aumento dei prezzi dei
    capital goods e degli investimenti, almeno di quelli che sono tipicamente
    domestici e non dipendono dai prezzi internazionali delle materie prime. Ô
    banale dire che per invertire la rotta serve una ripresa dei consumi e dei
    redditi spendibili. Si sa quanto sia corta la coperta fiscale, se e' da
    questa che ci si aspetta un po' di calore. L'impressione e' che ci voglia
    ancora tempo per trovare nuovi livelli di equilibrio, da cui i prezzi dei
    beni reali possono ripartire. Se i prezzi scendono, quelli degli immobili
    come delle azioni in Borsa sono scesi parecchio negli ultimi anni, e i
    salari scendono pure in potere d'acquisto reale, ma un po' meno
    rapidamente, significa che ci si sta avvicinando a nuovi livelli di
    equilibrio. Quanto ancora? Una casa da 100 metri quadri, in una zona
    centrale in una medio-grande citta' tedesca da 0,5/1 milione di abitanti,
    costa circa 150-200 mila euro. In quella stessa citta', un operaio
    specializzato o un impiegato guadagnano circa 2.000-2.500 euro al mese. Il
    cemento e i mattoni per fare la casa, cosi' come il cibo per mantenere la
    famiglia o l'automobile, costano piu' o meno come in Italia. Ma per
    acquistare la casa, in Germania bastano tra sei-sette anni di stipendio
    netto. In Italia, se si prende a paragone una media citta' come Bologna,
    ne servono almeno 10-12. Una certa differenza si puo' giustificare, per
    ragioni storiche e specifiche. Ma differenze troppo ampie, alla lunga, non
    reggono. Se si crede che gli stipendi italiani possano salire nei prossimi
    anni, in termini reali, del 40% circa, e' giusto che vi sia un prezzo piu'
    alto degli immobili in Italia. Se non e' cosi', e' piu' probabile che
    saliranno poco alla volta quelli tedeschi e scenderanno ancora un po',
    verso nuovi livelli di equilibrio, quelli italiani.

    MF - Mercati Finanziari


    (fine)

    MF-DJ NEWS
    1708:04ott 2013
    Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni...Eleanor Roosvelt

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