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Discussione: Il Peggio della Politica numero 3: Berlusconi: "Pm sovversivi"

          
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  1. #1

    Predefinito Il Peggio della Politica numero 3: Berlusconi: "Pm sovversivi"

    Il premier attacca i magistrati "che vogliono mettere a rischio la democrazia"

    E annuncia: "Non userò la norma salva-processi". L'Anm chiede di incontrare Napolitano
    Berlusconi: "Pm sovversivi"
    E attacca Veltroni: "E' un fallito"
    Fine della luna di miele: "Il leader Pd ha lasciato Roma in bancarotta, si dimetta"
    La replica: "E' l'ultimo a poter parlare: ha lasciato un aumento di deficit di 30 miliardi"


    Il premier Berlusconi
    BRUXELLES
    - E' finita la luna di miele con Veltroni e torna il Berlusconi lancia in resta contro i magistrati. Il presidente del consiglio da Bruxelles rompe la tregua e attacca: "Denuncerò la magistratura che vuole sovvertire la democrazia", e annuncia per la prossima settimana una conferenza stampa nella quale denuncerà "iniziative di pm e giudici che, infiltrandosi nel potere giudiziario, vogliono sovvertire il voto". E ancora: "Non esiste una norma salva-premier. Ho indignazione di questo e dirò ai miei legali che io non voglio approfittare di questa norma perchè voglio allontanare qualunque sospetto. Questa è una norma salva-tutti".

    Ma il Cavaliere ha sferrato anche un duro attacco nei confronti del leader Pd: "E' incredibile che si proponga come leader politico". "Se sono confermate le notizie sulla bancarotta di Roma, dovrebbe ritirarsi", si è indignato.

    Altrettanto dura la replica di Veltroni: "Se c'è un buco, ed è un buco vero, è il buco che ha costituito questa sì una difficoltà di cassa per il comune di Roma come per tutti gli altri comuni della regione Lazio e per la regione intera. E' il deficit della sanità che ha impedito al governo di trasferire alla regione Lazio le risorse che poi dovevano essere trasferite ai comuni. Ma quel buco di dimensioni enormi è stato fatto dallo schieramento di Berlusconi e di Alemanno". "Tra il 2001 e il 2005 - ha proseguito Veltroni - Berlusconi ha lasciato all'Italia un aumento di 30 miliardi di deficit. E' l'ultimo a poter parlare".

    Durante il suo sfogo il Cavaliere ha ricordato: "Io nel 1994 ho visto sovvertire il voto popolare, non permetterò che succeda ora". L'attacco giunge proprio nel giorno in cui il giudice Nicoletta Gandus, contro la quale il premier ha presentato istanza di ricusazione, ha annunciato che non verrà sospeso il dibattimento che lo vede imputato con l'accusa di corruzione in atti giudiziari insieme all'avvocato inglese David Mills. E ritornando anche oggi a parlare del processo, il Cavaliere ha affermato: "Sono innocente, lo giuro sui miei figli".

    Il presidente del Consiglio è anche intervenuto sulla fine del dialogo con l'opposizione. "Veramente non c'è mai stata una luna di miele in Parlamento con l'opposizione. Ci sono state anzi forme di contrasto dure e direi anche eccessive", ha puntualizzato.

    Durissimi i giudizi sul leader del Partito democratico, che oggi ha annunciato "un autunno di contestazione": "E' incredibile che si proponga come leader politico", ha sentenziato il Cavaliere. E rincarando la dose: ''Veltroni dovrebbe preoccuparsi piuttosto delle notizie terrificanti sui conti del Comune di Roma''. "Se sono confermate le notizie, si tratterà di una bancarotta - ha continuato - e gli amministratori di Roma saranno dei falliti che non potranno continuare a governare". Il leader Pdl si dice sbalordito dal "buco" della capitale, una situazione che definisce "drammatica", "tragica", "allucinante": "Non c'è nessuna città d'Europa che ha lasciato un deficit di 16 mila miliardi di vecchie lire. Spero che quello che appare non sia vero. Non sapremmo come riparare".

    Le reazioni. Non si fa attendere la risposta dell'Associazione nazionale magistrati, che ha anche chiesto un incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, proprio per discutere la vicenda. "Basta con gli insulti alla magistratura che sono un danno per la democrazia e il Paese - ha detto il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini - Il premier parla di pm sovversivi? Faccia i nomi, o si continua con invettive prive di aggancio con le vicende concrete". "E' molto grave che venga messa in discussione l'indipendenza della funzione giudiziaria ai più alti livelli istituzionali e per giunta in un contesto internazionale", ha osservato Cascini. Per il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, "Berlusconi accusa la magistratura di ciò che in realtà sta facendo lui: sovvertire l'ordine democratico".

    (20 giugno 2008)
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  2. #2

    Predefinito

    Roma, 18:03
    GIUSTIZIA: ANM CHIEDE DI INCONTRARE NAPOLITANO

    Un incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E' quanto chiede l'Associazione nazionale magistrati dopo le esternazioni odierne del premier Silvio Berlusconi sulla magistratura.
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  3. #3

    Predefinito

    Mancino(Vice Presidente del CSM) bacchetta i politici
    "Non cerchino espedienti"




    ROMA - E' sempre il tema della giustizia a tenere banco nel dibattito politico all'indomani delle pesanti accuse rivolte da Silvio Berlusconi alla magistratura. Se il Csm ipotizza l'incostituzionalità della norma sulla sospensione dei processi, il suo vicepresidente Nicola Mancino esorta la politica a "non cercare espedienti per eludere le leggi". E il numero uno dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara osserva che gli attacchi del premier "rischiano di minare l'equilibrio tra i poteri dello Stato".

    Le parole di Mancino. Il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura replica in modo netto a Berlusconi, pur senza citarlo: "Fino a quando l'azione penale è obbligatoria alle toghe non si può chiedere di non fare i processi; ai politici si può, invece, chiedere di saper scegliere natura, limiti, tempi ed efficacia delle leggi, non espedienti per eluderle". Parlando ad Avellino a un convegno su etica e medicina, Mancino aggiunge: "Il Paese non riesce a vivere senza polemiche? Vorrei non crederlo. Sono, semmai, le polemiche occasionali comode per nascondere i problemi e per dividere il Paese. Chi le innesca deve tener conto che un ritorno di tutti alle responsabilita' non può che far bene all'Italia".

    E quelle di Palamara. L'Associazione Nazionale Magistrati, che già ieri aveva replicato in toni durissimi al presidente del Consiglio, torna a farsi sentire con il suo presidente. Luca Palamara osserva che "gli attacchi rischiano di minare alla radice la credibilità delle istituzioni e soprattutto quel delicato equilibrio tra poteri dello Stato, fondamentale in un ordinato vivere civile". Poi, pur senza nominare Berlusconi, risponde nuovamente ai suoi rilievi contro la magistratura, sullo sfondo dei quali c'è il processo milanese sul caso Mills: "La sede della difesa di un imputato deve essere il processo. Non si possono denigrare le istituzioni e la magistratura".


    Di Pietro: "Dittatura dolce". "Quello di Berlusconi - osserva il leader dell'Italia dei Valori - è un comportamento da dittatura dolce, tipico di chi rifiuta lo stato di diritto". Di Pietro ricorda poi il passato: "Quel che sconcerta è la reiterazione della volontà di Berlusconi nel volere una legge che sospenda i processi per le alte cariche dello Stato, che interessa a lui, solo a lui. La reitera nonostante la Corte Costituzionale ne abbia dichiarato l'illegalità, nonostante l'ingiustizia di sostenere due pesi e due misure nell'applicare la giustizia al capo del governo o a un povero diavolo che ruba per fame, nonostante che per ottenere la sua impunità distrugga la funzionalità della macchina giudiziaria".

    Il parere del Csm. Può essere incostituzionale la norma che sospende i processi per reati puniti con la reclusione fino a dieci anni. A sostenerlo è il Csm nella bozza del parere che sta mettendo a punto la Sesta Commissione di Palazzo dei Marescialli. Il testo, che sarà discusso lunedì dalla Commissione, sottolinea la "potenziale incompatibilità" della norma con l'art. 111 della Costituzione (ragionevole durata del processo) e con l'art. 3 (principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge).

    I problemi di ordine costituzionale legati al provvedimento che il governo intende approvare non sono solo quelli collegati agli art.3 e 111: una materia così importante - avvertono i relatori Fabio Roia e Livio Pepino - non può essere affrontata con lo strumento del decreto legge; e oltretutto è completamente estranea al tema del provvedimento, che è tutto dedicato alla sicurezza.


    Inoltre, rileva il Consiglio Superiore della Magistratura, il riferimento temporale scelto per la sospensione dei processi (relativi ai reati commessi fino a giugno del 2002) "non ha alcun appiglio logico". Avrebbe avuto invece un senso - suggeriscono i consiglieri - sospendere i processi coperti dall'indulto e perciò destinati ad essere celebrati inutilmente.

    Ulteriori rilevi potrebbero poi essere mossi dall'Unione Europea, che ha già messo sotto accusa la giustizia italiana per la sua lentezza, e che non capirebbe - sottolinea ancora Palazzo dei Marescialli - le ragioni di questa scelta, destinata ad allungare ancora i tempi dei processi.

    Dal canto suo, Palamara ribadisce che verrebbero rinviati almeno centomila processi se dovesse essere approvato l'emendamento al decreto sulla giustizia. "Non compete all'Anm di quantificare quanti provvedimenti verranno bloccati - sottolinea Palamara - noi poniamo una questione di metodo. Quando vengono adottati determinati provvedimenti dobbiamo sapere quelle che sono le ricadute sul sistema. Questo è un compito che la Costituzione assegna al ministro e non all'Associazione Nazionale Magistrati, che ha fatto una stima prudenziale". Gli emendamenti al decreto sicurezza del centrodestra, per l'Anm, "rischiano di guastare ulteriormente un sistema che già funziona male".

    (21 giugno 2008)
    Ultima modifica di Oreste Rosario Boccia : 21-06-2008 alle ore 17.41.49
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    sicuramente toni da persona liberale....ah Silvietto Silvietto....diciamo che i suoi toni andavano bene ai tempi del ventennio fascista....e poi se una regola mi và contro che problema c'è basta annullarla o dire che chi l'ha fatta è sovversivo, ma che dico sovversivo....comunista!!
    Dopo è sempre facile e tutti sapevano....

  5. #5

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    Sai quanta gente, per ignoranza, non sà nulla di questi suoi fatti?


    Questo è il problema + grave.
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    quello è il problema + grave .....la gente beve le caxxate dei tg :

  7. #7
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    il problema è che i cosidetti "mass media" nn fanno per nulla informazione ma solo intrattenimento o seguono la moda del momento...vedi le varie "emergenze" scippi, caldo, acqua...gattino sull'albero...(modello studio aperto)
    Dopo è sempre facile e tutti sapevano....

  8. #8
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    d'accordissimo fabio

  9. #9
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    Citazione Originalmente inviato da Oreste1980 Visualizza messaggio
    Sai quanta gente, per ignoranza, non sà nulla di questi suoi fatti?
    Questo è il problema + grave.
    Sai quanta gente che pensa di saper tutto vive e pensa solo a questi suoi fatti??

  10. #10

    Predefinito

    Giustizia,"salva-premier" in Senato
    Castelli: "Dico sì alla tregua"


    Stamattina in Aula il voto sull'emendamento che blocca i processi
    L'ex ministro leghista accoglie l'idea dell'Anm: "Basta con la lotta"



    Roberto Castelli
    ROMA - Rinunciare all'emendamento blocca-processi per avere "una tregua subito". L'ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli accoglie così la proposta dell'Anm che mira a stoppare il duro scontro con il governo sull'emendamento "salva-premier" ("no alle sospensioni, si all'immunità" dice il presidente Cascini a Repubblica). Un testo, quello dell'esecutivo, che prevede il blocco dei processi per i reati che non creano allarme sociale commessi fino al giugno 2002, tra cui quello Mills in cui è imputato il premier, per dare priorità a quelli per fatti gravi e gravissimi e in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Ma l'apertura dell'esponente del Carroccio non convince il vice capogruppo del Pdl al Senato, Gaetano Quagliariello che esclude ogni possibilità di "baratto": "Noi non cerchiamo alcun tipo di impunità e sono certo che se non ci fosse stato il processo Mills di mezzo non si sarebbe sollevata tutta questa opposizione".

    Per Castelli, invece, "la situazione è patologica e nessuno nel Paese vuole più la lotta, ne va del futuro dell'Italia e della sua immagine internazionale". Le parole del leghista arrivano in una mattinata in cui il Senato voterà il discusso emendamento. L'ex ministro chiede che tutti "abbassino i toni e cerchino una soluzione politica condivisa". Per farlo la strada potrebbe allora essere quella di andare avanti sul lodo Schifani, "corretto in base alle osservazioni della Consulta. Nessuno vuole l'immunità della 'casta' ma una soluzione che permetta a chi è stato eletto di governare" e di essere sottoposto a giudizio dopo".

    Ma è chiaro, aggiunge l'esponente leghista, "che quando uno vuole mettersi d'accordo con un altro deve essere disposto a un compromesso, uno scambio. L'importante è che si condivida il principio: la tregua ci dev'essere subito. Dopodichè le strade tecniche in Parlamento si trovano sempre...".

    E, mentre il ministro della Giustizia Angelino Alfano, intervistato dal Sole 24 ore, annuncia che è pronto il testo del nuovo 'lodo Schifani' per l'immunità delle alte cariche dello Stato, che dovrebbe riguardare presidente della Repubblica, presidente del Consiglio e presidenti delle due Camere, il Senato si appresta a varare il decreto sicurezza. Oggi ci sarà il voto finale di un testo che, oltre alle norme sulla giustizia, prevede l' uso esercito "per specifiche ed eccezionali sigenze di prevenzione della criminalità". Durante il voto sulla norma 'blocca-processi' mercoledì scorso Pd e Idv hanno lasciato l'aula in segno di protesta. Il Pd ha già annunciato che oggi non voterà il decreto.

    (24 giugno 2008)
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