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Discussione: LIT Retelit

          
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  1. #1
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    LIT Retelit

  2. #2
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    aumento dei volumi e "tentativo" di uscita dalla congestione in cui langue da tempo

  3. #3

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    se sì, notizia + che gradita

  4. #4
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    per ora pare confermare, ma se segui il titolo saprai bene che spesso ste sparate lasciano il tempo che trovano...

    speriamo bene

    sarà l'attesa per il bando wi-max????
    ci sarà un bel "sell on news" quando esce???
    Ultima modifica di dersu : 10-10-2007 alle ore 14.29.04

  5. #5

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    upppppppp

  6. #6

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    Wimax: ricorso al Tar sulla gara per assegnare le frequenze
    18 Ottobre 2007
    Presso il Tar del Lazio è depositato un ricorso con oggetto "Annullamento delibera 209/07/Cons recante: procedure per assegnazione diritti d'uso di frequenze per sistemi Broadband wireless access (Bwa) nella banda a 3.5 ghz - (23 bis)". In poche parole, si chiede l'annullamento delle linee guida dell'Agcom per la gara che assegnera' le licenze Wimax. Il ricorso e' stato presentato da una societa' italiana, gia' assegnataria di una licenza Wimax in Germania. L'udienza, e' fissata per il 25 ottobre. La notizia sta facendo il giro della rete. Vista l'imminente pubblicazione del bando da parte del ministero delle Comunicazioni (che dovrebbe attenersi proprio alle linee guida impugnate), un'eventuale accoglimento del ricorso da parte del Tribunale amministrativo rivolterebbe le regole ipotizzate dall'Agcom e di conseguenza sul bando. Il motivo di contestazione piu' evidente e' la possibilita' di partecipazione alla gara anche per Telecom Italia, operatore dominante del mercato della banda larga, sia quella "fisica" (con Alice al 60/75%), sia quella Umts con Tim. Il ricorrente è la Mgm production group Srl, società italiana già detentrice di una licenza Wimax in Germania. Per opporsi al ricorso sono scesi in campo sia il ministero delle Comunicazioni, ma anche tutte le societa' che gia' dispongono licenze Umts, oltre a Telecom Italia, Wind, Vodafone, Tim e H3g.

  7. #7

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    La Telecom chiede ai provider canoni arretrati. E molti rischiano di chiudere
    Ricorso al Tar contro i big del settore per il wireless ad ampio raggio
    Le carte agitano la "banda larga"
    Adsl e WiMax, piccoli alla carica
    di ALESSANDRO LONGO

    <B>Le carte agitano la "banda larga"<br>Adsl e WiMax, piccoli alla carica</B>
    SONO giorni di bufera per la banda larga, nelle sue varie forme: quella classica dell'Adsl e quella innovativa, senza fili, del WiMax. In entrambi i campi è in scena infatti la battaglia tra piccoli e grandi operatori. I primi, raccolti nell'associazione Aiip, sono sul piede di guerra perché Telecom Italia sta battendo cassa: chiede ai provider milioni di euro di canoni arretrati, da febbraio 2006 a oggi, per un tipo di Adsl molto particolare, detto "Adsl nuda". Sono offerte attivate a utenti privi di linea voce Telecom.
    Nel frattempo, scoppia una polemica sul WiMax: un'azienda italiana ha presentato ricorso presso il Tar del Lazio per annullare la delibera Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni) che fissa le linee guida per il WiMax, dalle quali è scaturito il relativo bando del Ministero delle Comunicazioni. L'accusa è che le regole stabilite dalle istituzioni rischiano di mettere fuori gioco i piccoli provider nella corsa al WiMax. Sono messe così in dubbio le sue promesse potenzialità di strumento per la lotta al digital divide.

    Adsl nude. Telecom ha diritto a riscuotere un canone aggiuntivo, all'ingrosso, dai provider che ne utilizzano la rete, per ogni Adsl nuda attivata. Finora non l'ha richiesto in fattura, poiché ha aspettato che l'Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) facesse chiarezza sull'importo dovuto. Così è stato, con una recente delibera Agcom. Telecom ha deciso però di chiedere anche i canoni aggiuntivi arretrati, calcolati da febbraio 2006, data in cui Agcom per la prima volta ha dichiarato legittimo il canone aggiuntivo. "La consideriamo una richiesta inaccettabile. Chiediamo di pagare solo le prossime mensilità", dice Marco Fiorentino, presidente di Aiip. "Gli arretrati ammontano ad alcuni milioni di euro, in qualche caso. Cifre che potrebbero minacciare la sopravvivenza di alcuni provider", aggiunge. Sulla questione degli arretrati non ha preso posizione Agcom. "Lo faremo se qualche provider aprirà un contenzioso con Telecom. Nessuno l'ha fatto finora", spiega Roberto Napoli, consigliere Agcom. È probabile, del resto, che la polemica s'infiammerà nei prossimi giorni. Alcuni provider più grossi - come BT Italia - già hanno però trovato un accordo con Telecom per il pagamento degli arretrati. Da Telecom dicono che sono disposti a una certa flessibilità su quanto e come pagare, ma che comunque il cumulo degli arretrati non può essere eliminato. Il rischio per gli utenti è evidente: perderanno la connessione, se il proprio provider non riuscirà a pagare Telecom (come del resto avvenuto con Telvia, Vira ed Elitel nelle scorse settimane; di questi solo Elitel è riuscito a ripristinare le linee di alcuni clienti, dopo due mesi di blackout). In generale, è un male per lo stato della concorrenza e per gli stessi utenti che si riduca il numero di offerte Adsl nude disponibili. Sono infatti una strada alternativa al pagare il canone Telecom. Va detto tuttavia che la maggior parte dei provider già da un annetto (ma non da febbraio 2006) si è preparata ad affrontare questo canone aggiuntivo. Ha maggiorato infatti i canoni delle Adsl nude agli utenti di un importo corrispondente a quanto si aspettava di dover pagare a Telecom.

    WiMax, lo scoglio del Tar. Ad avere fatto ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio è Mgm Production Group Srl, che già è titolare di una licenza WiMax in Germania. In Italia, Agcom e il Ministero delle Comunicazioni hanno stabilito che 21 delle 35 licenze WiMax (che saranno assegnate tramite asta) saranno riservate a operatori nuovi entranti, cioè a coloro che non hanno una licenza Umts (sono esclusi quindi Tim, Wind, Vodafone e 3 Italia). Per le altre 14 licenze potranno invece gareggiare tutti. Secondo Mgm, appoggiata dall'associazione Antidigital Divide, questa misura non è sufficiente per evitare che il WiMax italiano finisca sotto il controllo dei grandi operatori, che sarebbero meno interessati dei piccoli a sviluppare i servizi nelle aree di digital divide. Si teme che si crei una situazione di semi monopolio anche nel WiMax, com'è già nel mercato della banda larga tradizionale, concentrato nelle mani di Telecom Italia con quote di mercato che non hanno pari nel resto d'Europa.
    Mgm e Antidigital divide chiedono quindi che i grandi operatori siano esclusi tout court dal bando WiMax.
    Dal Ministero delle Comunicazioni riferiscono a Repubblica.it che per ora il bando non è messo a rischio da questo ricorso. Lo sarebbe solo se il Tar decidesse per una sospensiva.

    (18 ottobre 2007)

  8. #8

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    Bolzano progetta una rete fibre ottiche-wimax

    18/10/2007 19:20
    La città di Bolzano programma una copertura web con una rete integrata fibre ottiche - wimax (il nuovo protocollo senza fili a larga banda a vasto raggio per il quale in questi giorni è partita la gara nazionale per l'assegnazione delle frequenze). L'obiettivo è quello di creare le condizioni affinché Bolzano possa essere interessata alla pressoché totale copertura a fibre ottiche con integrazione di altre tecnologie nei punti non coperti.

    Il progetto è stato illustrato, nel corso della presentazione del Piano strategico in consiglio comunale, dall'amministratore delegato dell'Azienda Energetica (Ae) Pietro Calò. “Si tratta di un progetto di innovazione tecnologica di cui beneficerà anche il Comune di Bolzano e che sarà gestito gestito da Ae”, ha specificato Calò. Mario Farias direttore di Digilab, che fa parte del Parco tecnologico Tis, ha illustrato lo sviluppo di una piattaforma televisiva digitale terrestre che consentirà di trasferire sul piccolo schermo una serie di servizi ed opportunità promosse dal comune.

    Johann Camper, professore presso la Facoltà di Scienze e Tecnologie informatiche della Libera Università diBolzano, ha infine illustrato un progetto di un sistema di monitoraggio dei tempi di spostamento all'interno della città con un servizio informativo online che permetta ai cittadini di programmare i propri spostamenti.

  9. #9

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    Il Wimax? E' gia' in Tribunale
    Ricorso di una società contro il regolamento che prevede l'assegnazione delle frequenze
    Notizia pubblicata in rete il 18/10/2007 20.06, tempo medio di lettura previsto 1 minuti e 59 secondi
    (ITnews) - Roma -

    Il WiMax finisce in tribunale, a pochi giorni dalla sua nascita ufficiale in Italia. Il regolamento presentato nei giorni scorsi dal ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, è stato infatti impugnato al Tar del Lazio. A passare all'attacco contro il sistema di assegnazione delle licenze della nuova tecnologia che permette di navigare su Internet in banda larga senza fili - su distanze di trasmissioni molto più elevate rispetto al figlio WiFi - è stata la società Mgm Production Group che ha attaccato la delibera dell'Agcom sull'assegnazione delle frequenze.

    Dure critiche al sistema di ripartizione delle frequenze anche da parte dell'associazione Antidigitaldivide che riporta sul suo sito: "Apprendiamo dal sito Morse.it che la società MGM Production Group Srl, già detentrice di una licenza WiMAX in Germania, ha presentato ricorso al TAR del Lazio contro la delibera AGCom sull'assegnazione delle frequenze WiMAX in Italia", ponendo difatti al centro del contenzioso è l'assenza di condizioni per evitare che gli operatori Umts, già detentori di banda larga senza fili, partecipino alla gara WiMax

    Nel sito si apprende inoltre che "Anti Digital Divide ha deciso di appoggiare il ricorso presentato al TAR, ove fosse possibile anche intervenendo ad adiuvandum, perchè ritiene che sia interesse di tutti gli utenti, anche delle persone digital divise, che vengano poste garanzie atte a stabilire una reale concorrenza nel settore e che impediscano di rallentare lo sviluppo del WiMAX. Se per questo è necessario aspettare ancora 30/60 giorni, aspetteremo volentieri: dopo l'attesa di 2 anni vorremmo, infatti, evitare anche la beffa di avere un WiMAX snaturato e privato dei suoi punti di forza ovvero riduzione del divario digitale e apertura del mercato della banda larga e della telefonia (ultimo miglio)."

    Contro il ricorso di Mgm, oltre al ministero delle Comunicazioni, si scaglieranno anche i gestori interessati alle nuove frequenze: H3G, Wind, Vodafone e Telecom Italia. Sta di fatto che il Tar darà ragione alla società Mgm l'adozione del Wimax in Italia rischia di arenarsi ancora per parecchi mesi.

  10. #10

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    NEWS
    19/10/2007
    WiMax, frequenze insufficienti

    CAPRI
    L'autorità italiana per le telecomunicazioni (Agcom) ritiene che le frequenze messe a disposizione per il WiMax siano insufficienti e auspica che ne arrivino di nuove dal ministero della Difesa.

    "Ringrazio il ministro Parisi per le frequenze messe a disposizione, erano anni che l'autorità insisteva", ha detto il presidente Agcom Corrado Calabrò a margine di un convegno sulle telecomunicazioni. "Devo però dire che non sono sufficienti".

    "Auspico che indipendentemente dal catasto delle frequenze che stiamo inventariando il ministero della Difesa, riguardando bene le proprie esigenze, possa mettere a disposizione altre frequenze", ha aggiunto. "Ho motivo di ritenere che utilizzando razionalmente le frequenze, altre si rendano disponibili e queste sarebbero immediatamente utilizzabili".

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