Grandi banche in manovra
per il controllo globale dei derivati

commenti - | | 23 febbraio 2009


Grandi manovre in corso dei big del credito sul mercato globale dei derivati. Un pool di grandi banche mondiali - che, come ha scritto Bloomberg, comprende J.P.Morgan e Deutsche Bank - si prepara ad affiancare la britannica Icap, primo inter-dealer broker del mondo, per un'offerta sulla londinese Lch.Clearnet, societÓ che garantisce circa metÓ degli Interest-rate swap (Irs) - contratti che hanno per oggetto lo scambio sui flussi dei tassi di interesse - trattati a Wall Street.

Se l'offerta andasse in porto le banche sostenitrici si troverebbero ad ottenere il controllo di un mercato da 458 trilioni di dollari di Irs, ossia il principale mercato over-the-counter (non regolamentato) dei derivati. Tra gli istituti che fanno parte del gruppo Icap ci sono Citigroup (l'ex numero uno di Wall Street oggi messa sotto tutela dall'amministrazione Obama e vicina alla nazionalizzazione), l'elvetica Ubs, Bnp Paribas e SociÚtÚ GÚnÚrale, le britanniche Hsbc e Royal Bank of Scotland.

Le trattative si stanno facendo strada proprio mentre la Federal Reserve, la Banca centrale europea e le autoritÓ di controllo dei mercati finanziari in Europa e negli Stati Uniti stanno operando forti pressioni per una maggiore trasparenza sul mercato dei Credit default swap (Cds) (contratti utilizzati per proteggersi dal rischio di perdite o speculare sulla possibilitÓ di un'impresa di ripagare il proprio debito), uno degli acceleratori della crisi che ha portato il 15 settembre scorso al collasso Lehman Brothers e il colosso americano delle assicurazioni Aig.

Alcune delle banche coinvolte nell'operazione disporrebbero di partecipazioni nella societÓ newyorchese Depository Trust & Clearing, che ha giÓ offerto 739 milioni di euro per LCH.Clearnet nel tentativo di diventare una clearing house, ovvero una cassa di compensazione per i Credit default swap.

I Cds svolgono di fatto una funzione di termometro della fiducia dei mercati. Quando quest'ultima diminuisce, aumenta il premio che il compratore deve pagare per tutelarsi dal rischio di fallimento della societÓ che, ad esempio, ha emesso un obbligazione. ╚ quanto sta accadendo proprio oggi per il costo di protezione dei bond emessi da 25 banche e compagnie di assicurazione europee (nel Vecchio continente, oltretutto, il quadro complessivo appare deteriorato anche dalla forte esposizione sui mercati dell'Est Europa, dove l'economia Ŕ in caduta verticale).

Gli spread sui Cds sull'indice Markit iTraxx sono saliti a livelli record, un picco di 159 punti base mai raggiunto prima, sulla preoccupazione che gli istituti nazionalizzati potrebbero ritardare i pagamenti degli interessi. In fase regressiva, invece, gli swap sul debito senior di Citigroup grazie alla manifesta intenzione del Governo Usa di entrare pi¨ decisamente nell'azionariato per salvare la banca. (Al.An)