Il report del livello dei salari verra’ rilasciato venerdi, e gli investitori lo guarderanno attentamente nel tentativo di misurare la forza dell'economia e di prevedere la prossima mossa della Federal Reserve.
E mentre i report sui livelli occupazionali tendono ad essere gli indicatori piu’ importanti rilasciati mensilmente, i dati del livello di disoccupazione registrati venerdi scorso si prevede che prenderanno un’inclinazione anche piu’ grave del solito.

Il report di dicembre ha mostrato che solo 74,000 posti di lavoro sono stati creati secondo la metrica dei libri paga delle imprese non agricole, un numero sorprendentemente basso che la maggior parte si sono affrettati a liquidare come un'anomalia statistica, soprattutto perché il report ha anche mostrato che il tasso di disoccupazione è sceso dal 7% al 6,7%.

Se tale numero andra’ in rialzo e’ una questione aperta che sara’ risolta venerdi. D'altra parte, un livello occupazionale debole potrebbe dimostrare che la relazione di dicembre è stata più di un blip.
Per gennaio gli economisti si aspettano un aumento di 170,000 posti di lavoro, anche se il tasso di disoccupazione e’ previsto che rimanga fermo al 6.7%.

Questi numeri potrebbero avere grandi implicazioni anche per la Federal Reserve.
Mentre la Fed sembra determinata a ridurre il Quantitative Easing di 10 miliardi di dollari in ogni meeting fino all’attuale programma di 65 miliardi di dollari, lo stato del tasso dei fondi federali puo’ essere una questione piu’ aperta.
Nel suo report di gennaio, la Fed ha espresso una direzione confusa riguardo a quello che il tasso di disoccupazione significhera’ per l’influente tasso dei fondi.
Il report afferma che "Il Comitato ha inoltre ribadito l'auspicio che l'attuale eccezionalmente bassa fascia obiettivo per il tasso dei fondi federali dallo 0 allo 0,25 per cento sarà necessaria, almeno fino a quando il tasso di disoccupazione rimarra’ al di sopra del 6,5 per cento, il livello dell'inflazione tra uno e due anni in avanti è destinato ad essere non più di mezzo punto percentuale al di sopra del 2 per cento nel lungo periodo rispetto l'obiettivo del Comitato, e le aspettative di inflazione a più lungo termine continuano ad essere ben ancorate ".


Tuttavia due frasi dopo, il Federal Open Market Committee, scrive: "Il Comitato continua a prevedere, sulla base della sua valutazione di questi fattori, che probabilmente sarà opportuno mantenere l'intervallo obiettivo per il tasso dei fondi federali ben oltre la misura che il tasso di disoccupazione si riduca al di sotto del 6,5 per cento, soprattutto se l’attesa inflazione continuera’ ad essere al di sotto dell’obbiettivo di lungo periodo del 2 per cento del Comitato."
Joseph LaVorgna, economista statunitense presso la Deutsche Bank, ha scritto in una nota recente che questi due passaggi rappresentano prospettive leggermente diverse, rendendo la guida futura “molto confusa”.
Mentre il primo implica che la Fed prendera’ in considerazione di aumentare il tasso sui fondi federali una volta che il tasso di disoccupazione cedera’ al di sotto del 6.5%, il secondo suggerisce che una tale mossa non e’ in realta’ sul tavolo.
“Il prossimo report sull’impiego sara’ molto importante, perche’ siamo fuori di solo il 0.2% dal target del 6.5%” ha detto Kathy Lien, direttrice esecutiva delle strategie FX presso la BK Asset Management.
“La Fed si trova in un periodo di transazione, sia per quel che riguarda la leadership che per le sue politiche di strategia”, ha scritto a CNBC.com George Goncalves, responsabile dei tassi statunitensi di strategia a Nomura.

Mentre durante la prima riunione del FOMC presieduta da Janet Yellen non rilascerà la sua dichiarazione fino al 19 marzo, gli investitori potrebbero ottenere una sneak peak delle sue opinioni sull’11 febbraio, quando lei testimonia davanti al Congresso.
Nel frattempo, diversi trader dicono che scommetteranno per la continuazione della recente debolezza delle azioni.
Dopotutto, sia un livello debole delle paghe che una grande riduzione del livello occupazionale hanno entrambi un potenziale per ferire o almeno confondere ulteriormente, il mercato azionario.